Fatti di rilievo del 2009

Acquisizione del 20% degli impianti di Electricity Supply Board (ESB)

In data 8 gennaio 2009, al termine dell’iter autorizzativo da parte delle autorità regolatorie irlandesi ed europee, Endesa ha perfezionato per un corrispettivo di 444 milioni di euro l’acquisizione del 100% del capitale di KJWB (oggi Endesa Ireland), società irlandese dove precedentemente era confluito il 20% degli assets di generazione di Electricity Supply Board (ESB). Gli impianti aggiudicati, per una potenza di 1.068 MW distribuita in quattro centrali in esercizio e 300 MW relativi a due siti in costruzione, costituiscono circa il 16% della capacità totale installata in Irlanda.

Accordo con Acegas-Eps e Tei per la realizzazione di linee elettriche di interconnessione tra Italia e Slovenia

 Il 5 febbraio 2009 Acegas-Eps, Enel e Tei hanno siglato l’atto costitutivo della società Adria Link, nella quale i tre soci assumono quote paritarie, con lo scopo di realizzare e gestire infrastrutture elettriche di interconnessione tra l’Italia e la Slovenia, in linea con le previsioni del cosiddetto “Decreto Scajola” che, recependo i contenuti del Regolamento Europeo CE 1228/2003, si propone di favorire l’interscambio energetico tra i Paesi comunitari consentendo così efficienze a livello europeo nell’utilizzo delle centrali elettriche e conseguentemente una riduzione dei costi di produzione e di vendita dell’energia. In questo contesto, Adria Link intende sviluppare due progetti di interconnessione che prevedono la costruzione di due elettrodotti in cavo interrato che consentiranno un incremento degli scambi transfrontalieri (NTC - Net Transfer Capacity) di circa 250 MW, collegando rispettivamente la stazione elettrica di Zaule (Trieste) con la stazione di Dekani in Slovenia e la stazione elettrica di Redipuglia (Gorizia) con la stazione di Vrtojba in Slovenia. Gli investimenti previsti sono pari a circa 31 milioni di euro, parte dei quali destinati alla riduzione degli impatti ambientali e paesaggistici.

Acquisizione del 25,01% di Endesa

In data 20 febbraio 2009 Enel ha stipulato l’accordo per l’acquisizione della partecipazione del 25,01% posseduta, direttamente e indirettamente, da Acciona in Endesa; tale accordo, che si è realizzato anche mediante l’esercizio anticipato della put option da parte di Acciona rispetto alla data di decorrenza prevista (marzo 2010), era soggetto ad alcune condizioni sospensive e ha previsto altresì la cessione ad Acciona da parte di Endesa di alcuni asset operativi eolici e idroelettrici. Nella stessa data, il Consiglio di Amministrazione di Endesa ha deliberato in merito alla distribuzione di un dividendo di 6,2 miliardi di euro, di cui la quota Enel (67,05%) è pari a circa 4,2 miliardi di euro, quella di Acciona (25,01%) di circa 1,5 miliardi di euro e quella degli azionisti terzi (7,94%) di circa 0,5 miliardi di euro. Lo stesso Consiglio di Amministrazione ha nel contempo approvato, in linea con quanto previsto dal citato accordo, la cessione ad Acciona di alcuni impianti di produzione di energia elettrica in esercizio in Spagna e Portogallo per complessivi 2.105 MW di cui 1.423 MW da fonti rinnovabili e 682 MW da fonte idroelettrica convenzionale.

In data 25 giugno 2009, tenuto conto dell’intervenuta realizzazione delle condizioni sospensive a cui l’accordo del 20 febbraio 2009 era soggetto, Enel e Acciona hanno dato esecuzione all’accordo stesso mediante il trasferimento a Enel Energy Europe (EEE) del 25,01% del capitale sociale di Endesa posseduto, direttamente e indirettamente, da Acciona. A seguito della descritta operazione, Enel - per il tramite di EEE - risulta ora in possesso del 92,06% del capitale di Endesa e ne dispone del pieno controllo.

A fronte di tale trasferimento EEE ha versato ad Acciona un corrispettivo di 9.627 milioni di euro per cassa. In particolare, tale importo è stato determinato sottraendo al valore della partecipazione (11.107 milioni di euro), definito in linea con i criteri previsti nel contratto stipulato tra Enel e Acciona in data 26 marzo 2007 e contenuto nell’accordo del 20 febbraio 2009, i dividendi distribuiti da Endesa (pari a 1.561 milioni di euro) e percepiti da Acciona dopo il 20 febbraio 2009, e aggiungendo gli interessi (pari a 81 milioni di euro) maturati successivamente a tale data e applicati alla quota di indebitamento assunto da Acciona per l’acquisto della partecipazione del 25,01% del capitale di Endesa oggetto della cessione.

Sempre in esecuzione dell’accordo del 20 febbraio 2009, Endesa si è impegnata a cedere ad Acciona, nella stessa data e in momenti successivi, alcuni impianti in Spagna e Portogallo – il cui perimetro è stato in parte ridefinito rispetto a quanto indicato nell’accordo stesso – per complessivi 2.079 MW riconducibili prevalentemente a fonti rinnovabili, per un corrispettivo di 2.817 milioni di euro (di cui 2.814 milioni di euro incassati a fronte di cessioni effettuate alla data del 31 dicembre 2009)-.

 Al finanziamento dell’operazione di acquisizione concorre un prestito che Enel ha sottoscritto nel mese di aprile 2009 il Credit Agreement 2009 per 8 miliardi di euro quale aumento della Linea di Credito Sindacata di originali 35 miliardi di euro che prevedeva la facoltà di incrementare, fino a un ammontare massimo di 8,5 miliardi di euro, la tranche C (originariamente pari a 10 miliardi di euro con scadenza nel 2012), nel caso di eventuale esercizio della put option da parte di Acciona nel 2010. Il prestito di 8 miliardi è concordato con un pool di 12 banche e prevede la scadenza di una quota, pari a poco meno del 70%, a 5 anni (5,5 miliardi di euro in scadenza nel 2014) e della quota residua a 7 anni (2,5 miliardi di euro in scadenza nel 2016).

Il contratto di finanziamento di 8 miliardi di euro si articola in due contratti:

  • un contratto di finanziamento, detto “facility C increase” che incrementa la tranche C per un ammontare complessivo pari a 8 miliardi di euro con scadenza nel 2012 e

  • un contratto di finanziamento detto “rollover”, anch’esso di ammontare complessivo pari a 8 miliardi di euro, destinato a sostituire il “facility C increase” e contenente l’impegno delle istituzioni finanziarie a rinnovare il “facility C increase” a partire dal 2012, con due nuove tranches di finanziamento, la prima di 5,5 miliardi di euro con scadenza nel 2014 e la seconda di 2,5 miliardi di euro, con scadenza nel 2016.

    Con riferimento al Credit Agreement 2009, al pari di quanto stabilito dell’originario Credit Agreement 2007, il tasso di interesse è variabile in funzione del rating assegnato a Enel.

 Accordo Enel-EdF per lo sviluppo del nucleare in Italia

 In data 24 febbraio 2009, nel quadro del Protocollo di Intesa italo-francese per la cooperazione energetica, Enel ed EdF hanno firmato un Memorandum of Understanding (MoU) che pone le premesse per un programma di sviluppo congiunto dell’energia nucleare in Italia da parte delle due aziende. In particolare, al termine dell’iter legislativo e tecnico per il ritorno del nucleare in Italia, Enel ed EdF si impegnano a sviluppare, costruire e far entrare in esercizio almeno 4 unità di generazione, avendo come riferimento la tecnologia EPR (European Pressurized water Reactor), il cui primo impianto è in costruzione a Flamanville in Normandia e che vede la partecipazione di Enel con una quota del 12,5%. L’obiettivo è di rendere la prima unità italiana operativa sul piano commerciale non oltre il 2020. Con tale MoU, Enel ed EdF si impegnano a costituire una joint-venture paritetica che sarà responsabile dello sviluppo degli studi di fattibilità per la realizzazione delle unità di generazione nucleare EPR. Successivamente, completate le attività di studio e prese le necessarie decisioni di investimento, è prevista la costituzione di società ad hoc per la costruzione, proprietà e messa in esercizio di ciascuna unità di generazione nucleare EPR, caratterizzate da:

  • partecipazione di maggioranza per Enel nella proprietà degli impianti e nel ritiro di energia;

  • leadership di Enel nell’esercizio degli impianti;

  • apertura della proprietà anche a terzi, con il mantenimento per Enel ed EdF della maggioranza nei veicoli societari.

L’accordo Enel-EdF ha una durata di 5 anni, con possibilità di estensione.

Nella stessa data, Enel ha espresso in un secondo MoU la volontà di partecipare all’estensione del precedente accordo sul nucleare a suo tempo raggiunto con EdF per la realizzazione in Francia di altri 5 reattori EPR, a partire da quello che recentemente il Governo francese ha autorizzato nella località di Penly.

 Cessione di Enel Linee Alta Tensione (ELAT)

 In attuazione del contratto di compravendita sottoscritto il 19 dicembre 2008 tra Enel SpA, Enel Distribuzione e Terna, in data 1° aprile 2009 Enel Distribuzione ha ceduto a Terna l’intero capitale di Enel Linee Alta Tensione (ELAT), società a cui Enel Distribuzione ha conferito, con effetto dal 1° gennaio 2009, un ramo d’azienda costituito dalle linee di alta tensione e dai rapporti giuridici inerenti.

Il ramo di azienda conferito a ELAT è costituito da 18.583 chilometri di rete di alta tensione, nonché dai rapporti contrattuali attivi e passivi inerenti alle attività svolte. Il corrispettivo per la cessione, pari a 1.152 milioni di euro, è stato versato integralmente al momento del closing ed è soggetto a conguaglio in base alla variazione intervenuta nel patrimonio netto di ELAT dalla data di riferimento della situazione di cessione sino alla data della cessione stessa.

Il perfezionamento dell’operazione è avvenuto in seguito al verificarsi delle condizioni cui era sottoposta l’efficacia del contratto e, in particolare, all’ottenimento del nulla osta all’operazione da parte dell’Autorità Antitrust, all’inserimento da parte delle Autorità competenti delle linee oggetto di cessione nell’ambito della Rete di Trasmissione Nazionale, nonché all’emanazione di un provvedimento da parte dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas che ha riconosciuto a ELAT il gettito tariffario relativo al ramo di azienda in questione.

Accordo con il Governo australiano per lo sviluppo della cattura e sequestro della CO2

 In data 22 aprile 2009, nel quadro dell’intesa italo-australiana per la cooperazione nello sviluppo delle tecnologie di cattura e sequestro della CO2, Enel ha sottoscritto con il Governo australiano un Memorandum of Understanding che prevede l’adesione di Enel come socio fondatore al Global Carbon Capture and Storage Institute (GCCSI). Il GCCSI è un’organizzazione nata su iniziativa del Governo australiano, che ne finanzia il funzionamento con un budget di circa 100 milioni di dollari australiani l’anno (55 milioni di dollari statunitensi).

L’obiettivo dell’Istituto è quello di mobilitare risorse pubbliche e private per sviluppare la tecnologia CCS dal punto di vista commerciale, normativo e di accettazione da parte dell’opinione pubblica. L’impegno immediato è quello di accelerare la creazione di oltre 20 progetti pilota. L’adesione al GCCSI consentirà a Enel di raccogliere informazioni sui progetti che vengono realizzati al di fuori dell’ambito europeo, di partecipare nella rete di alleanze tecnologiche e industriali che nasceranno nell’ambito dell’organizzazione, di disporre di un costante aggiornamento sui processi di definizione regolamentare della CCS a livello globale e di partecipare alle iniziative di comunicazione che verranno indirizzate alle opinioni pubbliche mondiali. In particolare, la rete di contatti offerta dall’Istituto australiano potrà favorire lo sviluppo delle attività di CCS in Cina, alle quali Enel è molto interessata.

Aumento di capitale di Enel SpA

L’Assemblea Straordinaria di Enel, in data 29 aprile 2009, ha attribuito al Consiglio di Amministrazione la delega ad aumentare a pagamento, in una o più volte e in via scindibile, entro e non oltre il 31 dicembre 2009, il capitale sociale per un importo complessivo massimo, comprensivo di sovrapprezzo, di 8 miliardi di euro, mediante emissione di azioni ordinarie del valore nominale di 1 euro ciascuna, godimento 1° gennaio 2009, da offrire in opzione agli azionisti dell’Emittente, con delega agli amministratori di stabilire modalità, termini e condizioni dell’aumento di capitale, ivi inclusi la determinazione (i) dell’esatto ammontare dell’aumento di capitale sociale, (ii) del prezzo di sottoscrizione delle azioni, ivi incluso il sovrapprezzo, tenuto conto, tra l’altro, dell’andamento delle quotazioni delle azioni di Enel e delle condizioni del mercato in prossimità dell’avvio dell’offerta, nonché delle prassi di mercato per operazioni similari; (iii) del numero delle azioni di nuova emissione e del relativo rapporto di opzione.

Il Consiglio di Amministrazione, in data 6 maggio 2009 – in esecuzione della delega ricevuta dall’Assemblea Straordinaria del 29 aprile 2009 – ha deliberato di aumentare a pagamento e in via scindibile il capitale sociale per un controvalore massimo complessivo di 8 miliardi di euro comprensivo di sovrapprezzo, mediante emissione di azioni ordinarie del valore nominale di 1 euro cadauna, godimento 1° gennaio 2009 e aventi le stesse caratteristiche di quelle in circolazione, da offrire in opzione a coloro che fossero risultati essere azionisti dell’Emittente alla data di inizio dell’Offerta in Opzione, in proporzione al numero di azioni possedute. Successivamente, in data 28 maggio 2009, lo stesso Consiglio di Amministrazione ha determinato le condizioni definitive dell’aumento di capitale, fissando in 2,48 euro, di cui 1,48 euro a titolo di sovrapprezzo, il prezzo unitario di sottoscrizione delle azioni di nuova emissione e determinando il rapporto di assegnazione in opzione in misura pari a 13 azioni di nuova emissione ogni 25 azioni già possedute. Conseguentemente l’operazione ha previsto l’emissione di un massimo di  3.216.938.192 nuove azioni per un aumento del capitale sociale di ammontare pari a 3.216.938.192 euro, con controvalore complessivo – inclusivo del sovrapprezzo – pari a 7.978.006.716,16 euro.

Con riferimento a tale operazione, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, in qualità di azionista di riferimento della Società, ha rappresentato a Enel l’interesse ad aderire – anche attraverso società partecipate – all’aumento di capitale, riservandosi, in particolare, di effettuare le necessarie valutazioni definitive una volta resi noti i termini e le condizioni dell’operazione. In particolare, in data 25 marzo 2009, l’azionista Cassa Depositi e Prestiti SpA ha informato il mercato circa la deliberazione adottata all’unanimità dal proprio Consiglio di Amministrazione in merito all’adesione all’aumento di capitale di Enel sia per la parte di competenza della Cassa medesima sia per quella di spettanza del Ministero dell’Economia e delle Finanze (essendo questa seconda parte subordinata alla cessione, da parte del Ministero, dei diritti di opzione a esso spettanti).

Il 28 maggio 2009, Mediobanca, JP Morgan e Banca IMI, in qualità di Joint global Coordinators e Joint bookrunners, Bank of America – Merrill Lynch, Credit Suisse, Goldman Sachs, Morgan Stanley, Unicredit in qualità di co-bookrunners, 13 banche in qualità di Senior Co-Lead Managers1 e 13 banche in qualità di Co-Lead Managers hanno stipulato con la Società un contratto di garanzia in base al quale si sono impegnate a sottoscrivere l’aumento di capitale fino all’importo massimo complessivo di 5,5 miliardi di euro, vale a dire per l’intera parte eventualmente rimasta inoptata al termine dell’offerta in borsa, al netto della quota di spettanza, in via diretta e indiretta, del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Nell’ambito del contratto di garanzia, in linea con la prassi per operazioni similari, Enel ha assunto un impegno di lock-up per un periodo di 180 giorni a decorrere dalla chiusura dell’offerta. In particolare, Enel si è impegnata a non emettere o offrire azioni (né direttamente né mediante l’emissione di warrant), titoli convertibili in azioni Enel ovvero di altri strumenti finanziari, anche partecipativi, che conferiscono il diritto di acquistare, scambiare o convertire in azioni Enel. In linea con la prassi, l’impegno di lock-up non opera in taluni casi, tra cui (i) l’emissione e sottoscrizione dell’aumento di capitale e (ii) l’attribuzione di diritti di opzione o azioni in favore di dirigenti e dipendenti del Gruppo Enel nell’ambito di piani di stock option.

Con l’assunzione degli impegni sopra indicati da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze, della Cassa Depositi e Prestiti SpA nonché delle citate banche, risultavano pertanto sussistere i presupposti per la sottoscrizione dell’intero aumento di capitale.

Durante il periodo di offerta in opzione, iniziato il 1° giugno 2009 e conclusosi il 19 giugno 2009, sono stati esercitati n. 6.160.693.425 diritti di opzione e quindi sottoscritte complessive n. 3.203.560.581 azioni ordinarie Enel di nuova emissione, pari a circa il 99,58% delle n. 3.216.938.192 azioni offerte, per un controvalore complessivo pari a 7.944.830.240,88 euro.

Al termine del periodo di offerta in opzione, pertanto, sono risultati non esercitati n. 25.726.175 diritti di opzione, che davano diritto alla sottoscrizione di complessive n. 13.377.611 azioni ordinarie Enel di nuova emissione, per un controvalore complessivo di 33.176.475,28 euro. Tali diritti sono stati offerti in Borsa per il tramite di Mediobanca e interamente acquistati ai sensi dell’art. 2441, terzo comma del codice civile, nella riunione del 26 giugno 2009 per un prezzo complessivo di 13.120.349 euro.

A conclusione dell’operazione di aumento di capitale, in data 9 luglio 2009, l’azionista Cassa Depositi e Prestiti avendo aderito all’aumento di capitale di Enel sia per la parte di competenza della Cassa medesima sia per quella di spettanza del MEF (previa cessione, da parte del MEF, dei diritti di opzione a esso spettanti) ha sottoscritto n. 1.005.095.936 azioni ordinarie Enel di nuova emissione – pari a circa il 31,24% delle azioni oggetto dell’offerta e a circa il 10,69% del nuovo capitale sociale – per un controvalore complessivo di 2.492.637.921,28 euro. All’esito della sottoscrizione dell’intero aumento di capitale di Enel e del perfezionamento dell’operazione, la Cassa risulta quindi titolare di una partecipazione pari a circa il 17,36% del capitale sociale di Enel, mentre la partecipazione diretta del MEF si attesta a circa il 13,88% del capitale stesso. Conseguentemente, non si è reso necessario l’intervento del consorzio di garanzia coordinato e diretto da Banca IMI, JP Morgan e Mediobanca in qualità di Joint Global Coordinators e Joint Bookrunners.

Accordo con Eurus Energy Europe per lo sviluppo di progetti eolici in Calabria

 In data 30 aprile 2009, Enel Green Power ha firmato un accordo con Eurus Energy Europe, joint venture partecipata dalla Tokyo Electric Power Company e da Toyota Tsusho Corporation, per acquisire i diritti sul 50% di progetti eolici localizzati in siti ad alta producibilità della Calabria, con una capacità installata fino a 400 MW, di cui 100 MW in fase avanzata di autorizzazione.

Accordo con SoWiTec per lo sviluppo di progetti eolici in Cile

 In data 8 maggio 2009 Enel Latin America ha firmato un accordo di cooperazione con SoWiTec Energias Renovables de Chile, una filiale dell’operatore tedesco SoWiTec International, per lo sviluppo in Cile di alcuni progetti eolici con una potenza installata totale fino a 850 MW. Con questo accordo, Enel avrà accesso esclusivo a diversi progetti che SoWiTec sta sviluppando e avrà il diritto di acquisire tali progetti una volta che avranno ricevuto tutte le necessarie autorizzazioni. I progetti hanno una capacità installata preliminare tra 60 e 150 MW e sono localizzati nel sistema elettrico settentrionale (SING) e nel sistema elettrico centrale (SIC), in aree caratterizzate da buone potenzialità eoliche.

Cessione dell’80% di Enel Rete Gas

 In data 10 marzo 2009, a seguito della finalizzazione delle attività di due diligence avviate al completamento, in data 29 dicembre 2008, della procedura ristretta per la presentazione delle manifestazioni di interesse, Enel ha ricevuto due offerte da investitori dal cui esame e dal completamento di ulteriori approfondimenti e discussioni con gli offerenti, Enel ha deciso di concedere a uno di essi un periodo di negoziazione in esclusiva fino all’8 maggio 2009, ulteriormente prorogato fino al 12 maggio 2009 e successivamente fino al 28 maggio 2009.

In data 29 maggio 2009, a seguito del via libera dato dal Consiglio di Amministrazione di Enel, è stato stipulato l’accordo tra Enel e F2i SGR SpA (“F2i”) e AXA Private Equity (“AXA Private Equity”) per l’acquisto, tramite un veicolo di cui F2i avrà il 75% e Axa Private Equity il 25%, dell’80% del capitale di Enel Rete Gas.

In data 30 settembre 2009, è stata data esecuzione al suddetto accordo tra Enel Distribuzione, F2i SGR e AXA Private Equityne a F2i Reti Italia (veicolo societario posseduto per il 75% da F2i SGR e per il 25% da AXA Private Equity) dell’80% del capitale di Enel Rete Gas, società finora posseduta al 99,88% da Enel Distribuzione.

In base a quanto previsto nel citato accordo, prima della data del closing Enel Rete Gas ha distribuito dividendi e riserve a favore di Enel Distribuzione e degli azionisti di minoranza per complessivi 225 milioni di euro, e ha sottoscritto un contratto di finanziamento con un pool di banche per un ammontare pari a 1.025 milioni di euro. La cessione è stata effettuata anche a seguito del nulla osta all’operazione da parte dell’Autorità Antitrust.

Il corrispettivo per la cessione è stato definito in misura pari a 515,7 milioni di euro, risultando quindi incrementato di 35,7 milioni di euro rispetto ai 480 milioni di euro originariamente previsti. Tale incremento è stato convenuto tra le parti tenuto anche conto della nuova Regulated Asset Base (“RAB”) di Enel Rete Gas comunicata a luglio 2009 da parte dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas. Il corrispettivo, soggetto ad aggiustamento in funzione essenzialmente della posizione finanziaria netta effettiva di Enel Rete Gas alla data del closing, è versato a Enel Distribuzione in due rate.

La prima rata, di importo pari a 240 milioni di euro, è stata pagata da F2i Reti Italia a Enel Distribuzione contestualmente al closing e risulta finanziata per 167,5 milioni di euro con mezzi propri degli acquirenti e per 72,5 milioni di euro con i fondi derivanti da un finanziamento, erogato a F2i Reti Italia da parte di Enel SpA con scadenza nel 2017 e un tasso di interesse pari all’8,25% annuo. La seconda rata del corrispettivo sopra indicato, di importo pari a 275,7 milioni di euro, è stata versata dagli acquirenti a Enel Distribuzione il 28 dicembre 2009, ed è finanziata per 203,2 milioni di euro con mezzi propri degli acquirenti stessi e per 72,5 milioni di euro con un’ulteriore tranche del predetto finanziamento.

Enel Distribuzione dispone di un’opzione di riacquisto (“call option”) dell’80% del capitale di Enel Rete Gas esercitabile, al verificarsi di determinate condizioni, a partire dal 2014 (anno in cui si concluderà un periodo di lock up quinquennale valevole tanto per Enel Distribuzione quanto per F2i Reti Italia) e fino al 2018. Tale call option potrà essere esercitata a un prezzo che terrà conto del fair market value della partecipazione in questione. Terminato il periodo di lock up le parti valuteranno l’opportunità di quotare in borsa le azioni di Enel Rete Gas. Complessivamente l’operazione ha consentito di ridurre l’indebitamento finanziario netto consolidato di Enel di oltre 1,2 miliardi di euro, tenuto conto del corrispettivo riconosciuto per la partecipazione ceduta e del deconsolidamento del debito di Enel Rete Gas al momento della cessione.

Aggiudicazione di una licenza di esplorazione off-shore in Egitto

In data 13 maggio 2009, Enel ha annunciato di aver ottenuto l’assegnazione di una licenza di esplorazione nell’area offshore antistante il Delta del Nilo in joint venture con Total, nell’ambito dell’International Bid Round 2008 indetto dalla compagnia di Stato egiziana EGAS. Total avrà il 90% della joint venture e sarà operatore del progetto, mentre Enel avrà il restante 10%. La licenza riguarda il blocco El Burullus che copre una superficie di 2.516 chilometri quadrati, situata a circa 70 chilometri dalla costa in acque di profondità compresa tra i 100 e i 1.600 metri. Il contratto prevede una fase iniziale di esplorazione di quattro anni, durante i quali saranno acquisiti dati geofisici (sismica 3D) e perforati alcuni pozzi.

Infine, grazie a un accordo firmato tra i governi italiano ed egiziano, Enel avvia una nuova fase di cooperazione con il ministero egiziano dell’Energia e dell’Elettricità e con EEHC, l’operatore elettrico egiziano, nei settori dell’efficienza energetica e della generazione da fonte rinnovabile.

Cessione del 51% di SeverEnergia

 In data 15 maggio 2009, Eni ed Enel hanno firmato un accordo con Gazprom per la cessione a quest’ultima del 51% del capitale di SeverEnergia, società che possiede l’intero capitale di Articgaz, Urengoil e Neftegaztechnologia, a loro volta titolari di licenze per l’esplorazione e la produzione di idrocarburi con riserve di gas e petrolio stimate complessivamente in 5 miliardi di barili equivalenti di petrolio. Le parti hanno concordato di avviare la produzione di gas entro giugno 2011 dal giacimento di Samburskoye e di raggiungere almeno 150.000 barili equivalenti di petrolio (BOE) al giorno entro 2 anni dall’avvio della produzione. Le parti si sono impegnate a collaborare per il rinnovo e gli aggiornamenti delle licenze e per definire i dettagli del piano di sviluppo dei giacimenti.

In data 5 giugno 2009, le parti hanno sottoscritto lo share purchase agreement e successivamente, in data 23 settembre 2009, Eni ed Enel hanno ceduto a Gazprom il 51% del capitale di SeverEnergia per un corrispettivo di circa 1,6 miliardi di dollari statunitensi, di cui 626,5 milioni di dollari di competenza di Enel. Gazprom ha già versato la prima tranche di 384 milioni di dollari alla data del closing (di cui Enel ha incassato 153,5 milioni di dollari) e verserà la seconda tranche per l’importo residuo, su cui maturano interessi, entro marzo 2010. A seguito del trasferimento, la partecipazione in SeverEnergia detenuta da Enel si è ridotta dal 40% al 19,6% e quella di Eni dal 60% al 29,4%.

Accordo Enel – Ministero dell’Ambiente

 In data 7 luglio 2009, nell’ambito del “Patto per l’ambiente” promosso dal Governo italiano e da 11 imprese nazionali, Enel e il Ministero dell’Ambiente hanno sottoscritto un accordo volontario nel quale Enel si impegna a contribuire con programmi concreti e misurabili al raggiungimento degli obiettivi nazionali e comunitari riguardanti la riduzione dei gas effetto-serra, l’efficienza energetica e lo sviluppo delle fonti rinnovabili. In particolare Enel si impegna a incrementare la potenza installata che utilizza fonti rinnovabili, che a fine 2008 era pari a 2.597 MW (escluse le centrali idroelettriche di grandi dimensioni), di ulteriori 4.100 MW entro il 2020. Sul fronte termoelettrico, Enel è impegnata a sostituire le vecchie centrali a olio combustibile a bassa efficienza (rendimento termico del 38%) con nuove centrali a carbone pulito (rendimento termico 45%). Inoltre, Enel si impegna a incrementare l’uso di biomassa vergine e di combustibile da rifiuti (CDR) per la produzione di energia elettrica nelle proprie centrali, portandolo dalle 137,5 mila tonnellate all’anno del 2008 a 300 mila tonnellate all’anno nel 2013. Enel intende rafforzare il suo impegno per l’efficienza negli usi finali dell’energia: nell’illuminazione pubblica, anche con l’utilizzo dei led; nella rete di distribuzione, con lo sviluppo delle “smart grids”; nella collaborazione con i clienti industriali con gli audit per ottimizzare i consumi di energia. Entro il 2013 questo tipo di interventi consentirà un risparmio di circa 100 mila tonnellate equivalenti di petrolio per arrivare a 300 mila tonnellate nel 2020.

Il Ministero dell’Ambiente e il Governo si impegnano:

  • a individuare, nel rispetto delle norme vigenti, le possibili azioni per accelerare le procedure di autorizzazione di propria competenza, per consentire la rapida attuazione degli interventi di Enel previsti dall’accordo;

  • a sostenere i progetti a cui partecipa Enel, nell’ambito delle attività di promozione della partecipazione di aziende italiane ai programmi di ricerca e innovazione europei in campo ambientale;

  • a promuovere il riutilizzo dei siti industriali esistenti, favorendo investimenti ad alto contenuto ambientale.

Progetto di valorizzazione degli immobili non strumentali

 Il 16 luglio 2009 il Consiglio di Amministrazione di Enel ha approvato il progetto di costituzione di un Fondo a cui apportare gli immobili non strumentali del Gruppo, e ha individuato nella Fimit SGR la società che realizzerà e gestirà il fondo stesso. Il valore degli immobili che saranno conferiti al fondo è pari a circa 190 milioni di euro. A seguito dell’apporto degli immobili al fondo, la Società parteciperà sia ai Comitati sia alle Assemblee dei quotisti, mantenendo quindi una significativa presenza nella governance del Fondo. La società di gestione, Fimit SGR, avvierà la vendita degli immobili generando per Enel proventi, in proporzione alle quote possedute, e garantendo così una migliore valorizzazione del patrimonio immobiliare apportato. L’operazione in oggetto non si è perfezionata alla data del 31 dicembre 2009, non essendo state ancora conseguite le autorizzazioni prescritte dalla legge per la costituzione di nuovi fondi.

Costituzione di una joint venture paritetica Enel/EdF per lo sviluppo del nucleare in Italia

 In data 31 luglio 2009 Enel ed EDF hanno costituito (con il 50% ciascuna) una joint venture denominata “Sviluppo Nucleare Italia Srl”, che ha il compito di realizzare studi di fattibilità per la costruzione nel nostro Paese di almeno 4 centrali nucleari con la tecnologia di terza generazione avanzata EPR, come previsto dal Memorandum of Understanding firmato da Enel ed EdF il 24 febbraio 2009. Completate le attività di studio e prese le necessarie decisioni di investimento, è prevista la costituzione di ulteriori società ad hoc per la costruzione, proprietà e messa in esercizio di ciascuna centrale EPR. La costituzione di Sviluppo Nucleare Italia segna il primo, decisivo passo in avanti nella realizzazione del progetto nucleare italiano a seguito dell’approvazione della Legge Delega del 9 luglio 2009 che ha creato le condizioni per il ritorno del nucleare in Italia.

In data 6 agosto 2009 Enel e la Regione Sicilia hanno firmato un protocollo d’intesa per lo sviluppo del settore energetico nell’isola, al fine di produrre più energia, a minor costo e con un basso impatto ambientale. Il protocollo dedica particolare attenzione alla diversificazione delle fonti energetiche (con l’incremento di quelle rinnovabili), alla sicurezza degli approvvigionamenti (con progetti infrastrutturali) e agli investimenti in nuove tecnologie, ricerca e innovazione. Il protocollo siglato prevede un Accordo Quadro e tre accordi specifici: sul progetto del rigassificatore di Porto Empedocle, sul miglioramento della qualità ambientale degli impianti termoelettrici Enel in Sicilia e sulla promozione e la realizzazione di progetti innovativi per sviluppare la produzione da fonti rinnovabili nell’isola. Enel e la Regione Sicilia daranno vita a un gruppo di lavoro congiunto che coordinerà e monitorerà gli interventi concordati.

In particolare, riguardo al rigassificatore di Porto Empedocle, a seguito dell’accordo raggiunto, la Regione Sicilia ha emesso il decreto autorizzativo per la costruzione ed esercizio del terminale, sulla base del parere favorevole definitivo espresso dalla Conferenza dei servizi. L’accordo prevede interventi infrastrutturali valutabili in circa 50 milioni di euro e un contributo economico correlato al funzionamento dell’impianto per un valore di circa 6 milioni di euro l’anno.

Con riferimento alla qualità ambientale degli impianti in Sicilia, Enel si impegna a investire, per il quinquennio 2009-2013, circa 70 milioni di euro per il mantenimento in piena efficienza degli stessi, con lo scopo di migliorarne la qualità e la compatibilità ambientale.

Infine, Enel e la Regione Sicilia collaboreranno per lo sviluppo della produzione di energia da fonti rinnovabili e per la realizzazione di progetti innovativi, perseguendo la tempestività degli iter autorizzativi. In tale direzione, sono previsti nuovi impianti per 400 MW di energia verde nei prossimi 4 anni con un investimento complessivo di circa 1 miliardo di euro.

Emissioni di obbligazioni

In data 10 settembre 2009, Enel, attraverso la sua controllata Enel Finance International, ha lanciato sul mercato internazionale – in esecuzione di quanto deliberato dal Consiglio di Amministrazione della stessa Enel in data 30 luglio 2009 – un’emissione obbligazionaria multi-tranche destinata a investitori istituzionali e denominata in euro e in sterline inglesi per un controvalore complessivo di oltre 6,5 miliardi di euro, nell’ambito del programma di Global Medium Term Notes recentemente rinnovato.

L’operazione, guidata da un sindacato di banche composto da BNP Paribas e Deutsche Bank (nella qualità di global coordinators e di joint bookrunners) e da Barclays Capital, BBVA, Calyon, Royal Bank of Scotland, Banco Santander e Société Générale (nella qualità di joint bookrunners), ha raccolto adesioni pari a un controvalore complessivo di oltre 28 miliardi di euro ed è strutturata nelle seguenti quattro tranches (tutte garantite da Enel SpA):

  • 1.500 milioni di euro a tasso fisso 4,00% con scadenza 2016;

  • 2.500 milioni di euro a tasso fisso 5,00% con scadenza 2022;

  • 850 milioni di sterline inglesi a tasso fisso 5,625% con scadenza 2024;

  • 1.400 milioni di sterline inglesi a tasso fisso 5,75% con scadenza 2040.

Tutte le tranches sopra indicate sono quotate presso la Borsa di Dublino.

Successivamente, in data 30 settembre 2009, la stessa Enel Finance International ha lanciato sul mercato statunitense e sui mercati internazionali – sempre in esecuzione della stessa delibera del Consiglio di Amministrazione di Enel SpA– un’emissione obbligazionaria multi-tranche destinata a investitori istituzionali per un totale di 4.500 milioni di dollari statunitensi, pari a un controvalore complessivo in euro di circa 3.073 milioni, nell’ambito del citato programma di Global Medium Term Notes.

L’operazione, guidata da un sindacato di banche composto da Citigroup Global Markets e J.P. Morgan Securities (nella qualità di global coordinators e joint bookrunners) e da Bank of America Securities, Barclays Capital, Credit Suisse Securities (USA), Deutsche Bank Securities e Morgan Stanley & Co. (nella qualità di joint bookrunners), ha raccolto adesioni pari a oltre due volte l’importo emesso ed è strutturata nelle seguenti tre tranches (tutte garantite da Enel SpA):

  • 1.250 milioni di dollari statunitensi a tasso fisso 3,875% con scadenza 2014;

  • 1.750 milioni di dollari statunitensi a tasso fisso 5,125% con scadenza 2019;

  • 1.500 milioni di dollari statunitensi a tasso fisso 6,0% con scadenza 2039.

Accordo di collaborazione per l’applicazione in Cina di tecnologie di cattura e seq uestro della CO2

In data 14 settembre 2009, a seguito del Memorandum of Understanding firmato a Pechino a maggio dello scorso anno, Enel, il Ministro per la Scienza e Tecnologia della Repubblica Popolare Cinese e il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio italiano hanno siglato un accordo che ha come obiettivo lo sviluppo di uno studio di fattibilità finalizzato alla realizzazione, presso una centrale a carbone cinese, di un impianto per la cattura della CO2 prodotta e la sua iniezione in un giacimento petrolifero, consentendo così di aumentarne anche la produzione di greggio.

Acconto sul dividendo per l’esercizio 2009

In data 1° ottobre 2009, il Consiglio di Amministrazione di Enel ha deliberato la distribuzione di un acconto sul dividendo per l’esercizio 2009 pari a 0,10 euro per azione. L’acconto sul dividendo, al lordo delle eventuali ritenute di legge, è stato posto in pagamento a decorrere dal 26 novembre 2009, previo stacco in data 23 novembre 2009 della cedola n. 15.

Cessione di Empresa de Energía de Bogotà

Il 5 ottobre 2009 Endesa ha venduto, per un corrispettivo pari a 247 milioni di dollari, la partecipazione del 7,2% nel capitale di Empresa de Energía de Bogotà, società colombiana operante nel trasporto di energia elettrica nell’area della capitale della Colombia.

Accordo definitivo per lo sviluppo del settore idroelettrico nella provincia di Bolzano

In data, 20 ottobre 2009, facendo seguito all’accordo preliminare sottoscritto il 23 ottobre 2008, Enel Produzione e Società Elettrica Altoatesina SpA (SEL) - società partecipata dalla Provincia Autonoma di Bolzano per circa il 94% del suo capitale e, per la residua parte, da comuni e comunità comprensorie dell’Alto Adige tramite la Selfin Srl - hanno firmato l’Accordo Definitivo per lo sviluppo congiunto del settore idroelettrico nella provincia di Bolzano. Tenuto conto che ciascuna delle parti ha partecipato finora e continuerà a partecipare in piena autonomia ai procedimenti amministrativi in corso presso la Provincia per il rilascio o il rinnovo trentennale delle concessioni di grande derivazione idroelettrica in scadenza al 31 dicembre 2010, l’Accordo conferma l’impegno di Enel Produzione e SEL a gestire congiuntamente, a decorrere dal 2011 e fino ad almeno il 2040, attraverso una NewCo partecipata rispettivamente al 40% e al 60%, le concessioni idroelettriche di grande derivazione che dovessero essere loro rispettivamente rinnovate o rilasciate dalla Provincia al termine dei suddetti procedimenti amministrativi, con l’intento di sviluppare sinergie industriali ottimizzando le rispettive competenze. L’Accordo conferma tutti i principali contenuti del contratto preliminare, precisando che la NewCo verrà costituita o individuata da SEL nella forma di società a responsabilità limitata e avrà sede a Bolzano. Nella nuova società Enel Produzione conferirà il ramo di azienda relativo ai beni afferenti alle concessioni di grandi derivazioni idroelettriche ricadenti nel territorio della provincia di Bolzano il cui valore è stimato pari a 340 milioni di euro, mentre al 1° gennaio 2011 verranno conferite le concessioni ottenute in via autonoma da entrambi i soci. Sono stati altresì definiti tra le parti i patti parasociali che regoleranno la governance della NewCo in base ai quali Enel eserciterà il controllo sulla NewCo fino al 31 dicembre 2013 e potrà quindi procedere al consolidamento dei risultati della stessa fino a tale data. In base a tali patti, inoltre, le parti si sono impegnate a mantenere per l’intera durata della joint venture una partecipazione nel capitale della NewCo non inferiore al 51% per SEL e al 31% per Enel Produzione. Inoltre, è stato definito il testo del relativo statuto che includerà, tra l’altro, un diritto di prelazione reciproco tra i due soci.

Acquisizione di licenze esplorative e asset nel gas in Nord Italia

In data, 6 novembre 2009, Enel Trade ha acquisito dalla canadese Stratic Energy Corporation alcuni asset nel business del gas e talune licenze esplorative per un corrispettivo di 34 milioni di euro. Enel verserà, inoltre, alla società Stratic Energy Corporation ulteriori 6,6 milioni di euro nel caso in cui la prima fase di produzione avrà inizio entro la fine del 2011, con possibilità di ridurre tale pagamento se invece avrà inizio dopo la fine del 2012.

L’acquisizione, che ha per oggetto l’intero portafoglio delle attività nel business del gas della società canadese in Italia, è soggetta alle normali condizioni sospensive, compresa l’autorizzazione dell’autorità regolatoria; si stima che l’operazione potrà essere completata entro il primo trimestre 2010.

Pipeline eolica da 1.000 MW in Messico

Il 9 novembre 2009, Enel Green Power, attraverso la sua controllata Enel Latin America, ha concluso un accordo con Energìas Renovables, Térmica e Hidràulica de México (Enerthi) finalizzato allo sviluppo di progetti eolici in Messico, per una capacità installata totale di 1.000 MW. A seguito di tale accordo, Enel Green Power avrà accesso esclusivo ai progetti eolici che saranno sviluppati da Enerthi, con diritto di acquisirli una volta che saranno rilasciate le relative autorizzazioni.

Grazie a questa intesa la società del Gruppo Enel rafforza la sua presenza nel mercato messicano delle rinnovabili, caratterizzato da un potenziale eolico di oltre 10.000 MW.

Accordo con Geronimo Wind Energy per lo sviluppo di progetti eolici in USA

Il 26 novembre 2009, Enel Green Power, attraverso la sua controllata Enel North America, ha concluso un accordo con Geronimo Wind Energy finalizzato all’acquisizione da parte di Enel Green Power di una partecipazione azionaria di minoranza nella società americana. Le due società coopereranno per sviluppare la pipeline eolica di Geronimo Wind Energy che consta di

progetti eolici con una capacità installata totale fino a 4.000 MW. A seguito di tale accordo Enel Green power avrà diritto di opzione sull’acquisto e la gestione dei progetti eolici sviluppati.