Andamento economico nei paesi di riferimento

Nel 2009 il PIL mondiale ha subito una riduzione del 2,1%, contro una crescita del 2,0% registrata nel 2008.
Nel 2009 la caduta del PIL negli Stati Uniti (-2,4% nel 2009 a fronte di un +0,4% nel 2008) e nell’area Euro (-4,1% nel 2009 a fronte di un +0,6% nel 2008) è stata determinata principalmente dalla diminuzione degli investimenti indotta dalla restrizione del credito e dal calo della domanda internazionale. I consumi delle famiglie, che hanno risentito della caduta degli indici di borsa e della crescita della disoccupazione, hanno però mantenuto i livelli grazie alla tenuta del potere di acquisto, sostenuto dalla caduta dell’inflazione e dagli stimoli fiscali.
La spesa pubblica ha limitato il tracollo della domanda interna e posto le basi per la ripresa dell’economia già a partire dal 2009. A pagare le conseguenze di tali interventi è stato il debito pubblico che sia negli Stati Uniti che nell’area Euro ha registrato un sensibile aumento.
Nell’area Euro la recessione ha avuto intensità diverse nei vari Paesi legate al tipo di intervento governativo adottato e ai differenti modelli di sviluppo. L’economia tedesca ha sofferto più degli altri Paesi del brusco arresto del commercio mondiale, mentre in Spagna la crisi del mercato immobiliare ha influito sensibilmente sulla domanda interna e sul mercato del lavoro.
In Italia nel 2009 l’economia ha attraversato un periodo di profonda crisi (PIL -5,0%), nonostante il recupero avvenuto nel terzo e quarto trimestre grazie principalmente alla stabilizzazione della domanda interna. Ad aggravare il quadro economico italiano i dati della Finanza Pubblica, con un disavanzo del settore statale quasi doppio rispetto al 2008.
Nel 2009 i Paesi dell’Europa orientale e la Russia (PIL -7,9%) hanno registrato una profonda recessione determinata dal crollo degli investimenti (che hanno risentito della diminuzione di flusso di capitali esteri e delle difficili condizioni di credito) e delle esportazioni.
In calo anche l’economica dei Paesi dell’America Latina (PIL -0,5%) dopo gli elevati tassi di crescita registrati negli anni precedenti (PIL 2008 +4,8%, 2007 +6,0%).
Nel 2009 l’economia internazionale è stata caratterizzata da una profonda recessione, la più grave dall’ultimo dopoguerra, iniziata a fine 2007 a seguito dello shock finanziario avvenuto nell’estate dello stesso anno. La recessione ha attraversato la fase più acuta nel primo semestre del 2009. Il secondo trimestre del 2009, grazie al concretizzarsi degli effetti degli interventi in tema di politica monetaria e di bilancio messe in campo dai Governi a livello mondiale, ha segnato il superamento del punto di minimo del ciclo economico e nel terzo trimestre in quasi tutte le economie è stata registrata un’inversione di tendenza.
Anche i prezzi delle commodity dalla seconda metà del 2009 hanno segnalato l’uscita dalla fase più acuta della crisi, registrando un recupero rispetto ai primi mesi dell’anno: il prezzo del brent ha chiuso il 2009 a 77 dollari statunitensi per barile (a febbraio 40 dollari statunitensi per barile), tornando sui livelli del 2007.
Sul fronte valutario, l’euro ha chiuso il 2009 a 1,44 euro/dollaro statunitense, grazie al recupero registrato nella seconda metà dell’anno indotto dal ritorno degli investimenti nei mercati a maggior rischio (nel secondo semestre 1,45 euro/dollaro statunitense a fronte di 1,33 nel primo semestre).
Nella seguente tabella sono evidenziati i trend di crescita del Prodotto Interno Lordo nei principali Paesi in cui opera Enel.

Incremento annuo PIL in termini reali

% 2009 2008
Italia -5,0 -1,3
Spagna -3,6 0,9
Portogallo -2,8 -
Belgio -3,0 1,0
Grecia -2,0 2,0
Francia -2,2 0,3
Bulgaria -5,1 6,0
Romania -7,2 7,1
Slovacchia -4,7 6,2
Russia -7,9 5,6
Argentina -2,2 6,8
Brasile -0,2 5,1
Cile -1,7 2,9
Colombia 0,1 2,5
Messico -6,4 1,4
Perú 1,0 9,8
Canada -2,5 0,4
USA -2,4 0,4

Fonte:
Istituti Nazionali di Statistica ed elaborazioni Enel su dati Global Insight, EUROSTAT, IMF, OECD, Barclays, Credit Suisse, Morgan Stanley, Goldman Sachs, UBS, HSBC.